Pubblicato su Modelli per la Mente, Anno II – n. 2-3/2009
Disregolazione emotiva e agito sessuale nel sex offender: Uno studio comparativo su rabbia e alessitimia all’interno del contesto carcerario
Teresa Ambrosio*, Antonio Minopoli**, Maria Beatrice Toro***, Tonino Cantelmi**** (* Psicologa, Psicodiagnosta, Esperta in Scienze Forensi, ** Psicologo Specialista in Valutazione Psicologica Ass. MICRO PSYCHOLOGY, *** Psicologa, Psicoterapeuta direttrice didattica Scint, **** Psichiatra, Psicoterapeuta direttore Scientifico Scint)
Abstract
La gestione disfunzionale degli impulsi aggressivi e la difficoltà a provare empatia verso la vittima che si riscontrano nei soggetti che commettono reati sessuali possono essere ricondotte e collegate a importanti deficit nella regolazione emotiva (Mastery) e nella capacità di mentalizzare (Monitoraggio, Monitoraggio della mente altrui, Integrazione). L’aggressione sessuale può esser letta, infatti, come indicatore di un fallimento nella gestione di sé e del proprio mondo interno, laddove l’agito rappresenta un modo di veicolare impulsi e bisogni che non riescono a trovare gratificazione in una relazione di reciprocità con il partner.
Questo studio ha esplorato i costrutti di rabbia e alessitimia, confrontando la presenza di tali caratteristiche nei sex offender in raffronto a detenuti comuni, in modo da comprendere se le differenze tra tali dimensioni ineriscano alla struttura di personalità propria del detenuto che ha commesso lo specifico reato e se tali dimensioni siano influenzate dalla vita carceraria.
Sono stati per questo costituiti due campioni di soggetti, ciascuno rappresentativo delle due popolazioni target: 32 detenuti che hanno commesso reati a sfondo sessuale e 32 detenuti che hanno commesso reati di altro tipo ma non a sfondo sessuale a cui sono stati somministrati la Toronto Alexithymia Scale e lo State-Trait Anger Expression Inventory-2.
I risultati dell’analisi statistica hanno mostrato correlazioni tra queste dimensioni ed i mesi di detenzione.