Il test della figura umana trae la sua origine dagli studi effettuati sul disegno infantile, sviluppatisi soprattutto dall’inizio del ventesimo secolo. Da tali studi emersero due punti di particolare rilievo: un’evidente correlazione tra l’evoluzione del disegno infantile e losviluppo mentale del bambino e un’evoluzione costante del disegno della figura umana in tutti i bambini. Partendo da questi due presupposti fondamentali, Florence Goodenough, nel 1920, elaborò un test d’intelligenza per bambini basato sul disegno della figura umana (Test del “bonhomme” o in inglese D.A.M. Draw A Man).
Secondo questo metodo viene assegnato un determinato punteggio ad ogni dettaglio del disegno e la somma dei punti così ottenuti viene trasformata in età mentale e quindi in quoziente intellettivo. La stima dell’intelligenza ottenuta con questo metodo semplice e di solito bene accetto ai bambini ha una sufficiente validità: è stato infatti dimostrato che il test di Goodenough è altamente correlato con altre prove di intelligenza la cui validità è accertata. Utilizzando il test della figura umana come test cognitivo si è evidenziato sempre di più che il disegno del bambino è condizionato non solo da fattori di tipo cognitivo ma anche da fattori più propriamente legati all’affettività. Difatti turbe emotive possono abbassare il punteggio, in altri termini l’affettività influisce sul modo di disegnare la figura umana. I molti studi che seguirono i primi lavori della Goodenough contenevano suggerimenti importanti riguardo la relazione tra il disegno della figura umana e le variabili della personalità: il modo in cui viene eseguito il disegno, i contenuti rappresentati, nonché le riflessioni associate al disegno, sono fortemente legati agli aspetti affettivi e alle variabili di personalità di colui che esegue il disegno.
Partendo da queste osservazione Karen Machover, nel 1949 presentò il test del disegno della figura umana all’interno della categoria dei test proiettivi, ponendo le basi per un’interpretazione psicodinamica dello stesso. In quanto test proiettivo può essere applicato anche a soggetti adulti. Secondo K. Machover “la personalità non si sviluppa nel vuoto, ma attraverso il movimento, la sensazioni e il pensiero di un corpo determinato; giacché il corpo, con le sue tensioni viscerali e muscolari, è il campo di battaglia delle fazioni in lotta, dei bisogni e delle pressioni, rappresenta il punto focale per studiare la personalità”.
Nell’interpretazione del disegno della figura umana è importante tenere in considerazione sia gli aspetti formali del disegno sia il significato simbolico collegato con le diverse parti del corpo. Tra gli aspetti formali di particolare rilevanza per la valutazione della prova è bene considerare tutto ciò che riguarda ad esempio le dimensioni e la presentazione della figura. Per quanto riguarda il significato simbolico K. Machover attribuisce un significato simbolico ad ogni organo del corpo. Recenti studi hanno evidenziato come una interpretazione “olistica” cioè d’insieme abbia una migliore valenza psicometrica rispetto ad interpretazioni focalizzate su singoli parti o dettagli (Boncori 1993).