La versione originale del Minnesota Multiphasic Personality Inventory (MMPI: “Inventario Multifasico di Personalità del Minnesota), costruita nel 1940 presso l’Università del Minnesota ad opera del giovane ingegnere elettronico passato ad interessarsi di psicofisiologia e divenuto uno psicologo clinico, Starke R. Hathaway, e del neuropsichiatra, all’epoca direttore del Dipartimento di Neuropsichiatria della stessa università, Charnley McKinley, fu pubblicata per la prima volta nel 1942. Insoddisfatti degli inventari di personalità esistenti, gli autori decisero di costruire una nuova “scheda di personalità” assumendo come modello metodologico il questionario di interessi di Strong, pubblicato nel 1927. I principali obiettivi perseguiti dagli autori erano (Hathaway e McKinley, 1940) :
- includere una gamma di contenuti più variata allo scopo di ottenere una più ampia campionatura di comportamenti rilevanti per la psichiatria, anziché utilizzare serie di item indipendenti finalizzati a scopi specifici;
- realizzare un metodo di presentazione e una forma linguistica più semplici del solito, per rimanere nell’ambito della comprensione di quegli individui che non sono di alto livello intellettuale o culturale;
- creare un repertorio di item abbastanza ampio, da cui poter costruire varie scale nella speranza di sviluppare una gamma di descrizioni di personalità valide più ampia di quanto sia attualmente disponibile.
Il test si presenta, quindi, come un questionario autodescrittivo, con impostazione fenomenologica, ossia è interessato ai “fenomeni”, ai sintomi, anziché a definizioni teoriche. Inoltre, può essere facilmente somministrato sia a singoli individui, sia a gruppi di persone, con un livello di istruzione conseguibile con il completamento della scuola dell’obbligo.
Gli item della lista originale erano oltre mille, attinti in parte all’esperienza clinica degli autori, ma soprattutto “erano forniti da numerose schede per l’esame psichiatrico, da vari manuali di psichiatria, da alcune norme per il trattamento di casi in medicina e neurologia e da scale di atteggiamento personale e sociale precedentemente pubblicate” (Hathaway e McKinley, 1940). Dopo aver eliminato gli item considerati sostanzialmente dal contenuto identico o poco attinenti ai fini dello studio, gli autori arrivarono alla lista definitiva di 504 item, redatte secondo norme comuni: brevi frasi descrittive in prima persona singolare, per lo più in forma affermativa e comunque mai interrogativa, che utilizzavano vocaboli di uso comune.
Gli autori hanno classificato gli item sommariamente in 25 aree: atteggiamenti sociali (72), atteggiamenti politici, legalità e ordine (46), morale (33), affetti depressivi (32), deliri, allucinazioni, idee di riferimento (31), fobie (29), problemi familiari e coniugali (29), affetti maniacali (24), abiti (20), atteggiamenti religiosi (20), neurologia generale (19), atteggiamenti sessuali (19), problemi occupazionali (18), ossessività e compulsione (15), tendenza dell’individuo a descriversi in una luce favorevole o sfavorevole (15), problemi scolastici (12), nervi del cranio (11), problemi gastrointestinali (11), vasomotricità, trofismo, parola, secrezioni (10), salute in genere (9), sadismo e masochismo (7), problemi genitourinari (6), motilità e coordinazione (5), sensibilità (5), problemi cardiorespiratori (5). Successive revisioni portarono ad un totale di 550 item, con l’aggiunta di 16 item “doppi”, introdotti per semplificare problemi meccanografici.
La prima scala sviluppata del MMPI si basava su un confronto sistematico tra le risposte al test di un gruppo selezionato di pazienti nevrotici, con sintomi ipocondriaci, e le risposte fornite da un gruppo di visitatori dell’ospedale riferibili alla popolazione generale. Furono selezionati gli item a cui i due gruppi avevano risposto in modo differente, a livello statisticamente significativo; tali item costituiscono la scala preliminare di ipocondria. Un ulteriore campione di pazienti ipocondriaci fu successivamente sottoposto al test per la validazione incrociata della scala e fu dimostrato che la misura ottenuta costituiva una base affidabile per discriminare tra ipocondriaci e popolazione generale. Confronti e validazioni incrociate simili furono effettuati con altri gruppi di pazienti con disturbi classificabili in psicopatie e nevrosi, che insieme a deviazione psicopatica, introversione sociale e mascolinità-femminilità, andarono a costituire le dieci scale cliniche del test.
Dopo il 1950 la struttura del MMPI era stata definita e la sua accettazione crebbe costantemente negli Stati Uniti, diffondendosi in tutto il mondo nelle varie traduzioni e per scopi diversi di utilizzo (selezione del personale, ammissione a corsi universitari, reclutamento di militari). Tuttavia, erano sorte delle difficoltà per alcuni item che trattavano di adattamento sessuale, funzioni corporee e argomenti religiosi, nonché per il linguaggio sussista, espressioni idiomatiche cadute in disuso, riferimenti a materiale letterario e ad attività ricreative non più attuali nel corso degli anni. Dunque, l’uso sempre più diffuso del test e i cambiamenti culturali hanno comportato la necessità di una versione più fresca del MMPI originale.
Cinquant’anni dopo la nascita e lo sviluppo del Minnesota Multiphasic Personality Inventory, quindi nel 1989, è stato pubblicato il MMPI-2, una versione aggiornata e ristandardizzata che nelle intenzioni degli autori sostituisce il vecchio MMPI superandone i limiti riscontrati dai diversi operatori. Per l’appunto, la revisione ha comportato, come sovra accennato, una modernizzazione dei contenuti e della forma linguistica degli item al fine di eliminare le ambiguità, l’eliminazione di quesiti discutibili, l’elaborazione di nuove scale, la costituzione di nuove norme nazionali con l’inclusione di persone appartenenti a minoranze etniche nel campione di riferimento, l’aggiunta di nuovi indicatori di validità e scale supplementari, l’adozione di un nuovo metodo per trasformare i punteggi grezzi in punti T, ma ha mantenuto inalterate le scale base, i profili diversificati per maschi e femmine, le griglie per la correzione manuale, le norme con o senza correzioni della scala K.
Esiste un adattamento italiano del MMPI-2 di S. Sirigatti e P. Pancheri, i quali hanno costruito due gruppi indipendenti per la traduzione del questionario. Le due traduzioni sono state confrontate e discusse fino a giungere ad una versione preliminare concordata, che è stata sottoposta a gruppi di soggetti tratti dalla popolazione normale.